di oesse@tecnogi.com
Una delle grandi comodità della rete, che hanno permesso il suo veloce sviluppo e che viene riconosciuta all’unanimità come una necessità ormai insostituibile, è la posta elettronica. Grazie ad essa, infatti, è possibile raggiungere in pochi secondi un utente dall'altra parte del globo, mandargli file in attachment di qualsiasi tipo, contattare gli indirizzi trovati sulle pagine dei Web visitati.
Tutto questo è possibile utilizzando il protocollo smtp (simple mail transfer protocol) in una rete tcp/ip attraverso quelli che vengono comunemente definiti mta (mail transport agent) e mua (mail user agent). Ma vediamo cosa significhino in dettaglio queste sigle.
Se vogliamo mandare una mail ad un amico (gianni@pippo.pluto.it per esempio), abbiamo bisogno di un programma che ci aiuti a scriverla, ovvero ci dia una mano a definire il file di posta in un formato tale per cui possa essere spedito, ricevuto ed interpretato dalla macchina del destinatario.
Come forse già sapete,
l'indirizzo di posta elettronica consta del nome dell'utente (nel nostro
caso gianni) ed del nome della macchina (compreso il dominio) presso cui
quell'utente ha una casella (pippo.pluto.it), il tutto unito da una chiocciola
@ che in gergo si legge at (presso). In un’analogia con la posta normale,
il nome della macchina rappresenta l’indirizzo ed il dominio la città.
Quindi, per mandare una
lettera a Gianni che ha un account sulla macchina pippo del dominio pluto.it,
basterà indirizzare la mail a gianni@pippo.pluto.it.
Può darsi che l'amministratore
del sistema abbia deciso che tutte le macchine del suo dominio (pluto.it)
ricevano la posta su di un unica macchina, ed avrà istruito il dns
per poter fare ciò. In questo caso non sarà allora necessario
specificare il nome della macchina, ma unicamente il dominio.
Ne segue che la mail che
mandiamo sarà indirizzata a gianni@pluto.it. Ma per poter essere
spedito e letto, un messaggio di posta elettronica deve contenere un’intestazione
(header) un corpo (body) ed una busta (envelope).
Per poter fare questo, un programma apposito (mua) ci permette di scrivere e mandare la mail senza dover preoccuparci di come scrivere e formattare la nostra missiva. Ci basta specificare il destinatario, l'oggetto, includere eventualmente dei file, scrivere la nostra mail ed inviarla. Il mua si preoccuperà di fare il resto, tutto da solo senza il nostro intervento; d’altronde . non fa altro che questo e molti dei client che conosciamo si occupano di decodificare l'intestazione, busta e corpo senza che noi ce ne rendiamo conto. Sino a questo punto la mail, anche se inviata, non è ancora uscita dalla nostra macchina e il compito di inviarla spetta ad un altro programma già citato, ovvero mta. Il più comune di questi software è sicuramente sendmail, seguito da qmail.
Noi non ci preoccuperemo
oggi della configurazione di questi importantissimi pacchetti in quanto
le distribuzioni più usate installano mta preconfigurati che consentono
quanto meno l’invio della posta. Per le connessioni dial-up, ovvero per
coloro che si collegano saltuariamente al proprio provider tramite modem,
la ricezione di una mail diventa più complessa in quanto l'ip che
viene assegnato è dinamico e cambia ogni volta.
Come risulterebbe difficile
mandare una lettera a qualcuno che cambia residenza ogni volta, lo stesso
vale se il nostro ip varia di connessione in connessione, il che rende
impossibile ricevere qualsiasi messaggio. L’unica soluzione praticabile
consiste nel far arrivare la posta sul computer del provider e poi prenderla
da li e leggerla tranquillamente sul nostro sistema.
Vediamo come fare, dando
per prima cosa un’occhiata ai programmi per trasferire le email dal provider
a casa vostra.
Fetchmail e Popclient
Quando ricevete la posta
al vostro indirizzo presso il provider avete comunque la necessità
di trasferirla in locale, sulla vostra macchina, per poterla leggere, e
per rispondere. Con Netscape le cose diventano abbastanza semplice: le
due azioni di prelievo e di visualizzazione della posta sono raggruppate
in un unica operazione e la configurazione della sezione mail di è
davvero intuitiva e quindi vi rimandiamo al menu Modifica/Preferenze. Altri
programmi necessitano invece di avere già la posta e diventa indispensabile
installare un agente in grado di prelevare i messaggi dal vostro provider
e inserirli nella mail box sul vostro computer. Programmi di questo genere
ne esistono parecchi ma senza perderci in prodotti sconosciuti affidiamoci
ai due titoli più diffusi, fetchmail e popclient.
La configurazione di fetchmail
:
Si tratta di scrivere un
file .fetchmailrc (come sempre i file di configurazione
terminano per rc ed iniziano con un punto) che dovrà risiedere nella
vostra home directory, all'interno del quale dovrete scrivere i comandi
da far eseguire al programma. Ammettiamo che la vostra posta arrivi presso
la macchina "posta.isp.it", che la vostra user sia "utente" e la vostra
password sia "segreta".
In questo caso il contenuto
di .fetchmailrc sarà:
poll post.isp.it protocol POP3 username utente password segreta flush
e per lanciarlo digitate:
[apollo ~] # fetchmail
mentre per popclient la sintassi è:
[apollo ~] # popclient –3 –u username –p segreta –o /var/spool/mail/utente server.mail.isp
In questo caso, sia fetchmail che popclient fanno il polling sulla macchina specificata, per lo user utente con relativa password e rimuovono la posta dal server del isp, d’ora in poi potrete usare un mua per leggere i messaggi che si troveranno nella directory /var/spool/mail/utente del vostro pc.
Pine e Mutt
Ora che abbiamo le email
in locale è il caso di leggerle ed eventualmente rispondere.
Per questo genere di operazioni
esistono parecchi client, sia grafici che testuali e la scelta su quale
usare non deve ricadere sull’utilizzo dell’interfaccia X, quanto piuttosto
sulla semplicità di utilizzo: individuate quello che più
vi aggrada ed usate sempre quello, in modo da carpirne i segreti e trovarvi
comodi. Tra i client testuali non possiamo dimenticare Pine e Mutt; il
primo ricorda vagamente i programmi DOS di una volta, con un menu iniziale
da cui è possibile selezionare le azioni da intraprendere.
Per utilizzare questo programma è sufficiente lanciarlo da linea di comando e vedrete subito apparire l’interfaccia un po’ spartana. Nella parte in alto a destra troverete il numero di messaggi contenuti nella vostra casella di posta, mentre proprio al centro dello schermo sono elencati i menu principali, cui potete accedere premendo la corrispondente lettera.
La prima cosa da fare per
configurare un client che sia in grado di funzionare correttamente è
di sicuro la definizione dell’indirizzo di posta elettronica.
Quasi tutti questi programmi
assumono di default la vostra login login@nome.vostra.macchina (nome definito
in /etc/hostname ed in /etc/hosts).
Se la macchina non e’ connessa
in rete permanentemente, il nome da voi scelto sarà molto presumibilmente
fittizio in quanto non registrato in nei dns, e quindi inutilizzabile.
Anzi, se attivate la connessione via modem, vi renderete conto che l’ip
assegnatovi è registrato nel dns con un altro nome, diverso da quello
scelto da voi. Per ovviare a questo problema dovrete modificare l’impostazione
della voce REPLYTO address, in modo che chi
riceve la vostra mail veda un indirizzo di risposta valido.
Per modificare i parametri
di funzionamento di Pine dovete quindi accedere al menu di setup premendo
il tasto S che farà comparire un ulteriore menu attraverso
il quale accederete alle varie opzioni messe a disposizione del programma.
Scegliendo la opzione C si arriverete alla sezione dedicata al client
vero e proprio: qui vanno specificati nome e cognome, basta posizionarsi
alle voci interessate e confermare con invio, il server smtp (localhost
se ne avere uno installato sulla vostra macchina) e il server nntp nel
caso vogliate usare Pine come lettore di news.
Tutto qui. Con queste poche
specifiche avete fra le mani un ottimo programma per la gestione della
posta funzionante.
A dire il vero, le voci
presenti nei vari menu sono davvero parecchie e consentono di adattare
questo client alle vostre esigenze, ma questo sta a voi; date un’occhiata
e decidete cosa aggiungere alla confiturazione di base. Una volta finito
di impostare tutte le opzioni che vi interessano, uscite dal menu di configurazione
premendo E, confermando con il tasto y.
Per essere sicuri che le
modifiche apportate siano lette dal client, uscite (con q) e rilanciate
pine.
A questo punto siete pronti
per poter scrivere la vostra prima mail o leggere quelle già prelevate.
Utilizzate C (compose)
per attivare la parte di editor che permette l'intestazione e la scrittura
di una mail e vi troverete di fronte ad una schermata di questo tipo:
To
:
Cc
:
Attchmnt
:
Subject
:
-----------Message
Text -------
Qui dovete inserire l'indirizzo
del destinatario (o gli indirizzi nel caso si voglia raggiungere più
persone, separandoli con una virgola), eventuali persone cui spedire delle
copie (Cc) e l'oggetto della vostra prima mail, semplicemente muovendovi
tra i vari campi con l’utilizzo del tasto invio o attraverso i tasti di
direzione.
Nel caso abbiate la necessità
di mandare anche delle bcc ovvero blind carbon copy (in modo che il destinatario
non sappia chi oltre a lui ha ricevuto la mail) utilizzate la combinazione
di tasti Control + r: in questo modo la parte
di intestazione verrà arricchita di altre opzioni che comprendono
anche il bcc, come da voi richiesto.
Pine offre, inoltre, la
possibilità di mandare allegati (attachment) utilizzando la sequenza
di tasti Control+j e selezionando il file
con Control+t
Ora è tempo di scrivere
il testo del vostro messaggio. Posizionatevi al di sotto della linea tratteggiata
e digitate quello che volete, proprio come se vi trovaste in un editor
qualsiasi: premendo invio andrete a capo e per cancellare basta utilizzare
il tasto delete o backspace. Finito il messaggio è tempo di firme.
Se non volete scrivere ogni volta la stessa cosa, o se vi piacerebbe inserire
un ASCII art per abbellire la corrispondenza, è meglio affidarsi
alla gestione delle signature (firme): editando un file .signature
(o anche di nome diverso, basta specificarlo in sede di configurazione)
nella vostra home directory, Pine aggiungerà il suo contenuto alla
fine di ogni email.
Ora è tempo di spedire
la vostra prima composizione premendo i tasti control+x
e confermando con y; la vostra mail
sarà inviata al server smtp specificato nella configurazione e da
qui al destinatario finale.
Vediamo adesso come leggere
la posta che qualcuno vi ha inviato.
Dal menu principale (raggiungibile
con il tasto M) selezionate I
(Folder Index).
Vi apparirà l’elenco
delle email, che potrete scorrere con le frecce, dal quale potrete selezionare
quella che vorrete semplicemente posizionandovici sopra e premendo invio.
Avete trovato un messaggio interessante cui vale la pena dare una risposta?
Con R
Pine attiverà la modalità di replay, chiedendovi se volete
includere il testo originale nel vostro messaggio e se avete intenzione
di rispondere a tutti i destinatari della mail arrivata (se più
di uno); ora editate la vostra risposta e il gioco è fatto.
Avere tanti corrispondenti può diventare un problema, dato che ricordare a memoria l’indirizzo di ognuno non è cosa semplice. Per fortuna è possibile ricorrere all’address book (rubrica), selezionandolo dal menu principale, che vi consente di associare uno pseudonimo ad ogni indirizzo email registrato e di poter inviare un messaggio alla persona giusta digitandone solo l’alias. Allo stesso modo diventa semplice creare elenchi di indirizzi (liste) a cui mandare una email simultaneamente, mentre si rivela di davvero comoda la possibilità di aggiungere nuovi contatti nella rubrica, estraendo le informazioni direttamente dai messaggi arrivati. Ricordiamo infine che Pine mantiene una copia delle mail inviate in uno specifico folder gestibile attraverso l’opzione L dal menu principale. Per vedere la posta inviata premete L dal menu principale e selezionate il folder desiderato. Pur non essendo di gestione comodissima,
Pine prevede la possibilità
di utilizzo dei newsgroup. Se da menù principale si seleziona
L (Folder List), verranno visualizzati i cartelle
presenti sulla macchina tra cui anche quella relativa ai newsgroup. Si
dovrà dapprima scaricare la lista dei newsgroup ricevuti dal vostro
server tramite la scelta subscribe (A), selezionare
ciò che si vuole leggere desiderati tramite L
ed X per poi poterne vedere i contenuti e
trattare i messaggi come se fossero delle normalissime email.
Se non siete soddisfatti
di questo programma, potete rivolgervi a Mutt, un client un po’
più difficile da configurare ma molto semplice da utilizzare. In
questo caso dovrete editare un file .muttrc e metterlo nella vostra home
directory.
A semplificare leggermente
le cose ci pensa un esempio distribuito insieme al programma stesso: copiatelo
e modificatelo solo dopo avere letto il manuale (man mutt). Esaminando
la schermata che appare all’utente, possiamo notare nella parte alta un
sommario dei comandi che si possono utilizzare: m per scrivere una mail,
r per fare il reply, s per salvare e così via. Mutt ha un approccio
molto più interattivo nella creazione della mail, ed evidenzia nell’ultima
riga un campo della intestazione alla volta che dovrà essere completato
da voi.
Compilata l’intestazione
verrà richiamato l’editor di sistema, definita nella variabile EDITOR,
che servirà per la composizione della mail stessa (export
EDITOR=vi nel vostro file di configurazione della shell come .bashrc
per esempio). Se utilizzate vi, l’editor di default, potete uscire con
esc ZZ (maiuscole) ed a questo punto spedire
il tutto digitando y, come appare dalla riga
di menu in alto sul client. Se volete avere una buona veduta d’insieme
di tutti i comandi e scorciatoie per accedere alle varie funzioni del programma,
provate a premere il tasto h e a richiamare la pagina di help.
Lasciamo Mutt con un ultimo
consiglio: utilizzando la combinazione Control+b
potrete seguire le url presenti nella messaggio che state leggendo; ovviamente
dovete aver definito un browser nel file di configurazione del programma,
ma questo è il minimo per usufruire di una opportunità così
esclusiva tra i client testuali.
Molte persone non amano particolarmente
la modalità testo e preferiscono lavorare in ambiente grafico: se
vi considerate in questa categoria di utenti allora xcmail
è quello che fa per voi.
Elementare nell’utilizzo,
completamente gestibile da mouse e configurabile via menu, xcmail si presta
ad essere usato come client posta da chi non ha particolari esigenze di
personalizzazione. Svolge il suo compito degnamente, senza tanto pretese
e può anche fare il polling (prelievo) della posta da un server
pop3, eliminando l’uso di fetchmail o di popclient.
Lanciando il programma la
prima cosa che si può apprezzare è la semplicità dell’interfaccia,
intuitiva, con gli con gli abituali menu in alto e la finestra per la visualizzazione
dei messaggi in basso che possono essere raggruppati in differenti cartelle,
create all’occorrenza per suddividere le mail a seconda della loro importanza
o a secondo del loro oggetto. La grande scomodità di xcmail è
la sua totale mancanza di bottoni sul toolbar superiore, cosa che obbliga
l'utente a dover scorrere i menu per attivare le funzioni scelte.
Otto bottoni sono invece
presenti sul toolbar inferiore, tramite i quali si può inviare una
nuova mail, leggerla, cancellarla e farne un reply. A mio giudizio un po’
"pochini" per un client che ha grosse ambizioni per la gestione della posta.
Tramite il tasto F5 si attiva
il menu dei settaggi generali, che comprendono la scelta della signature,
il numero di colonne da utilizzare nelle mail uscenti, la possibilità
di salvare una copia dei messaggi in partenza in un outbox, la selezione
della stampante, il formato della carta, i dati per scaricare la posta
da un server remoto, la definizione dell'host smtp, i parametri per l’utilizzo
di pgp per criptare o firmare le mail, e vi è anche la possibilità
di definire un programma per la verifica ortografica.
Di default questo client
visualizza nella finestra centrale la cartella principale (inbox), ma se
avete bisogno di accedere ad altri folder, accedete alla toolbar che appare
premendo il bottone che trovate sulla destra. Scelta la cartella è
possibile ripulirla dei messaggi meno interessanti spostandoli in archivi
(anche compressi) che potete definire attraverso il folder manager, attivabile
tramite F9. Comporre una mail è un gioco da ragazzi: individuate
il bottone in basso, premetelo e vedrete apparire una nuova finestra.
Compilate l’header e poi
inserite il testo; se volete aggiungere un allegato servitevi del comodo
browser in alto a destra, vicino all’intestazione, e utilizzate il comando
add. Se invece avete bisogno di qualche campo aggiuntivo, tipo quello relativo
al Bcc o alle priorità, selezionate l’opzione Extra field dal menu
Message, oppure la scorciatoia Control+E.
Fatto.
Tutto molto semplice, quasi
a livello di Netscape.
Tutte queste opzioni rendono
xcmail un client gradevole, abbastanza comodo da usare anche se abbastanza
fuori dal coro, dato che la tradizionale natura di Unix prevede molto l'utilizzo
di xterminal sensibilmente più veloci e leggeri.
Per ora terminiamo qui la
lezione. Non abbiamo esaminato tutti i programmi in circolazione per gestione
della posta, ne questa era la nostra lezione. Ci siamo limitati a proporvi
delle valide alternative e a darvi immediatamente la possibilità
di leggere e spedire i vostri messaggi.
Ovviamente, girando per
la rete troverete altri software analoghi. Meglio forse fare prima un po’
di esperimenti con Pine, Mutt e xcmail e poi potrete avventurarvi alla
ricerca del vostro client preferito.
Nei prossimi numeri tratteremo
in dettaglio la gestione dei newsgroup, questa sorta di bacheche virtuali
dove avrete modo di trovare moltissime soluzioni ai vostri eventuali problemi
con Linux.
Per ora non mi resta che
augurarvi un buon utilizzo del vostro sistema che, giorno dopo giorno,
si sta arricchendo di potenzialità mai esplorate con il vecchio
Win95/98.